martedì, maggio 15

AMERICAN GIGOLO'?

Nell’era della comunicazione, veicolata da media sempre più sofisticati ed evoluti, il metodo più efficace per cogliere le reali intenzioni del nostro interlocutore è ancora quello di osservare il linguaggio del corpo, che meno è sottoposto al nostro controllo cosciente e quindi veicola direttamente le nostre emozioni.
 
Per fornire un utile strumento alla donna moderna, sempre più predatrice e sempre meno preda, Tracey Cox, esperta di coppia e specialista in body language, ha scritto addirittura un libro, il cui titolo è tutto un programma, Superflirt. In questo libro, la Cox fornisce a tutte le donne un vademecum per cogliere i segnali di interesse da parte dell’uomo fin dal primo incontro (a dire il vero, non è che il comportamento maschile mi sia mai sembrato così complesso da decifrare…  un’attenta osservazione del pacco durante la conversazione è spesso più che sufficiente!).
Vediamoli:
 
1 Ti lancia un'occhiata
È in assoluto il primo segnale di interesse (Chi l’avrebbe mai detto!). Dura in genere una frazione di secondo, ma se si riesce a coglierla, può essere estremamente rivelatrice! Quando vediamo per la prima volta una persona attraente, infatti, le nostre sopracciglia tendono ad alzarsi e abbassarsi per mettere in risalto gli occhi, i quali, colpiti da una luce maggiore, risultano più grandi, luminosi e seducenti.
 
2 Schiude le labbra
Se ciò che sta guardando gli piace, le sue labbra si apriranno automaticamente per un attimo, non appena aggancerà il tuo sguardo (per non coltivare facili illusioni controllerei anche che il soggetto non abbia il naso chiuso…)

3 Le sue narici si allargano e il viso "si apre"
Sopracciglia sollevate, labbra socchiuse e narici allargate donano al viso un'espressione amichevole e di "apertura  (occhio, sono gli stessi movimenti involontari di un piccolo spavento…). Obiettivo: rendersi disponibile ad approfondire la conoscenza.
 
4 Cerca di attirare la tua attenzione
Per alcuni uomini può voler dire fare un movimento veloce, tipo aggiustarsi la cravatta. Altri, invece, cercano di farsi notare alzando il tono della voce, ridendo con gusto, scherzando vistosamente. È possibile, poi, che inconsapevolmente lui tenda ad allontanarsi dal gruppo di amici, così da essere notato singolarmente e rendersi disponibile ad approfondire la conoscenza.
 
5 Si aggiusta o smuove i capelli
Il tipo di gesto dipende, ovviamente, dal suo hairstyling (Se rasato o calvo, si passa uno straccio imbevuto di cera sulla pelata). In ogni caso, negli uomini è molto più frequente di quanto si creda. È dettato dal desiderio di essere più attraente.

6 Tiene le sopracciglia sollevate mentre parli
Ha un'espressione leggermente sorpresa o interrogativa? Vuol dire che ti trova affascinante. (Oppure si sta chiedendo a quale specie appartieni…)
 
7 Si sistema le maniche della camicia
Un altro gesto inconscio per migliorare l'aspetto (l’ultima frontiera per un look sempre piacente: maniche di camicia sempre in ordine). Se lo fa mentre si trova davanti a te, è sintomo di elevato interesse.

8 È rigido (come sostenevo, osservare il pacco è sempre la cosa migliore…)
Per mettere in mostra la propria prestanza fisica, gli uomini adottano una posizione eretta con tutti i muscoli in tensione. Se lo fa mentre si trova dritto davanti a te, vuol mostrare piena attenzione nei tuoi riguardi e rendersi disponibile a un ulteriore avvicinamento.
 
9 Fa in modo che tu noti il suo sguardo sul tuo corpo
Gli esperti la chiamano "esplorazione visiva": i suoi occhi compiono una piccola "crociera" attorno al tuo corpo, soffermandosi sui punti più attraenti. Il fatto che ti permetta di notarlo è un chiaro messaggio: "Ti sto prendendo in considerazione come partner sessuale" (se poi grunisce allora è proprio fatta.).
 
10 Si mette le mani sui fianchi
In questo modo vuole sottolinea la sua prestanza fisica. È anche un gesto confidenziale che indica fiducia nel proprio corpo.

11 Apre e chiude i bottoni della giacca
È un modo per scaricare l'ansia. Forse lo rendi un po' nervoso, ma ci può essere anche un desiderio inconscio di togliersi i vestiti. Il passo successivo potrebbe essere quello di sbottonarsi del tutto la giacca. Se la toglie completamente? Sta già immaginando le sue scarpe sotto il tuo letto....! (Questo è troppo stupido anche per Superflirt…)
 
12 Distende le gambe in avanti mentre ti siede di fronte
Il più delle volte è un gesto perfettamente consapevole. Vuole mostrarti "il meglio di sé", nel caso fossi interessata a un "incontro" ad alto tasso erotico...(forse non avevo inteso di quali gambe stesse parlando Tracey Cox…)
 
13 Si tocca spesso il viso mentre ti guarda
Se è interessato a te, si solleverà su e giù le gote (???) con la punta delle dita, si toccherà le orecchie, si sfregherà il mento. È una combinazione di eccitamento nervoso, compiacimento e autoerotismo. Quando siamo attratti da qualcuno, infatti, la nostra pelle, in particolare labbra e bocca, diventa estremamente sensibile al contatto. Chi fuma farà più tiri dalla sigaretta, chi beve sorseggerà con più frequenza, in generale ci si toccherà spesso la bocca. Anche per comunicare il desiderio di essere baciati.
14 Tiene stretto il bicchiere, lo accarezza, lo fa "girare" fra le mani
Se lui è sessualmente attratto, inizierà a giocare con oggetti circolari. Perché? Semplicemente perché gli ricordano le curve femminili. (Che fine lettura psicologica! Se dunque nel bicchiere infilasse una cannuccia…). Il corpo lascia trapelare così ciò che sta avvenendo nel suo subconscio (mi meraviglia che l’esemplare maschile descritto in questo libro abbia pure un subconscio…)...

15 Si sposta sul limite della sedia per essere più vicino
L'interesse è chiaro. Specie se poi incrocia le gambe e quella superiore punta nella tua direzione (se è invece la nuca a puntare nella tua direzione puoi stare tranquilla.)”
 
Da questa veloce due possibili conclusioni:
-          Tracey Cox è una ninfomane e interpreta ogni possibile gesto con segno di interesse per la copula con l’interlocutrice.
-          Tracey Cox è una sfigata e spera che ogni possibile gesto con segno di interesse per la copula con l’interlocutrice.
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mercoledì, marzo 07

LAVORO FORZATO

Come posso dunque migliorare la qualità delle 21,5 ore giornaliere non dedicate al piacere?

Inizio con riflettere sul monte ore più corposo e principale fonte stress: le 8 ore dedicate al lavoro. Che cos'é che rende queste ore così insopportabili? Certo la costrizione fisica consistente nel trascorrere 8 ore davanti a un monitor, in cui tutte relazioni umane possono essere riassunte in un interazione tipo "tu fai questo per me. SUBITO!!!" non aiuta a rendere piacevole la situazione.

Magari non essere il soggetto della frase "tu fai questo per me" aiuterebbe...ma non vedo dove lavoro altre possibili interazioni a me riservate, nè nel breve , nè nel lungo periodo...forse con il tempo potrebbe al massimo aggiungersi un "per favore"...

La cosa peggiore ritengo sia tuttavia l'impersonalità e la ripetitività della mansione.

I miei prestigiosi compiti in qualità di impiegato commerciale possono riassumersi in:

  • rispondere al telefono a clienti incazzati;
  • rispondere al telefono a colleghi incazzati;
  • inserire ordini; (se sono fortunato potrò provare la deliziosa stimolazione intellettuale derivante dal ricercare un CAP mancante o calcolare un codice fiscale errato);
  • ricercare dati;
  • emettere bolle e fatture;
  • scrivere lettere e resoconti per superiori che non hanno tempo da dedicare a queste facezie (e che da quel che posso vedere non sarebbero nemmeno in grado di esprimere frasi di senso compiuto rispettando quell'inutile orpello rappresentato dalla grammatica italiana).

Il tutto senza dimenticare che:

  • L'iniziativa personale è proibita e scoraggiata. La procedura è legge. L'impiegato ideale è una macchina;
  • Se lavori al meglio delle tue possibilità non ti garantirai nuovi incarichi, nuove possibilità, nuovi guadagni, ma solo la preziosa possibilità di continuare a fare quello che stai facendo per sempre. (BRRRR...) In definitiva lavori solo per lo stipendio (e prendere quello che sto prendendo per sempre mi farà guadagnare in breve tempo l'accesso a circoli esclusivi quali la Caritas Ambrosiana e la mensa dei poveri...)

Alla luce di tutti questi fatti non resta che una soluzione: cambiare lavoro.

Immagino che la scelta di compiere questo passo sarebbe facilitata se i miei superiori sapessero quanto tempo spendo in Splinder...

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martedì, marzo 06

TEMPO LIBERO???

Ho sempre pensato che le migliori soddisfazioni una persona se le togliesse nel proprio tempo libero, e che il lavoro servisse solo a foraggiare queste passioni. La possibilità di avere un lavoro realmente appagante, che coniugasse le proprie passioni con la propria professione, è solo un privilegio riservato a pochi e fortunati eletti, tra i quali naturalmente non ho il privilegio di schierarmi.

Del resto è difficile immaginare qualcuna delle mie passioni come redditizia: a trentanni gioco a calcio in campetti dell'hinterland milanese e il mercato degli attori porno è saturo...

Purtroppo la mia teoria del piacere relegato al tempo libero alla prova dei fatti non regge. E' la matematica ad affossare la mia teoria: 8 ore al giorno (le migliori, quelle con più luce!) dedicate al lavoro. Otto ore se va bene. Almeno un'ora e mezza da dedicare agli spostamenti. Un'ora per far da mangiare. Un'ora a mangiare. Due ore per le varie ed eventuali (lavare, pulire, stirare, commissioni!), Otto ore per dormire. Posto che non provo un piacere particolare nel guidare, lavorare, far da mangiare, pulire, lavare, dormire, il tempo utile che rimane per il mio personale piacere risulta dall'equazione x = 24 -8 - 8 - 1,5 - 1 - 1 - 2.  X = 2,5! 2,5! E queste 2,5 capitano dopo aver furiosamente vissuto le altre 21,5! Quindi il massimo piacere che un normodotato, non dedito alla cocaina o altrimenti artificialmente eccitato, può ragionevolmente pensare di spremere da questo tempo, è languire sul divano (leggendo addirittura un libro nelle serate in cui si è veramente in forma) per "ricaricarsi" e affrontare in uno stato di apparente freschezza le prossime 21,5 ore non goduriose che lo attendono!

Da questo avvilente calcolo matematico risulta che se voglio migliorare la qualità della mia vita, aumentantone la parte gratificante e stimolante, devo lavorare su quelle 21,5 ore.

O pagare una colf che annulli le tre ore che ho computato nelle varie ed eventuali e nel far da mangiare.

O dormire nel posto di lavoro annulando l'ora e mezza dei trasferimenti.

O vincere la lotteria e annullare le otto di lavoro.

A mia parziale consolazione il fatto che questo delirio l'ho prodotto nelle otto ore che ho indicato come dedicate al lavoro....

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giovedì, dicembre 28

YESTERDAY...

Mi trovo spesso a pensare che, se avessi tempo, farei questo e quello, sarei super creativo e altre amenità di questo tipo...

Si dà il caso che in questi giorni al "lavoro" effettivamente ho tempo, visto che una pianta grassa può tranquillamente sostituirmi senza che l'azienda ne risenta...e come lo utilizzo? Ciondolo tra il sito della gazzetta, il blog di Beppe Grillo e controllo ossessivamente la mia posta... niente di memorabile dunque...potrei giustificarmi sottolineando che ho tempo ma non sono certo libero di andare dove voglio...ma credo che anche se si verificasse quest'ultima condizione la metà più probabile sarebbe il divano di casa...

Così, in preda ad una noia assassina, ho provato a mettere il mio nome in google per vedere che ne usciva. Ebbene...pare che un mio ononimo faccia il tecnico all'università di Bergamo, un altro ononimo si distingue nel campo della medicina (mi pare di capire che sono il messo peggio tra i Fabio Salvi d'Italia...), trovo tracce del mio passaggio in precedenti posti di lavoro e infine ritrovo il mio blog!

Comincio così a leggere post datati settembre 2003...è come guardare vecchie foto... e con una punta di amarezza mi chiedo dove sia finito quel brillante neolaureato che pensava di creare un nuovo brand nel campo dellamoda...possibile che si sia trasformato in questo pallido impiegato appagato del posto fisso con miserabili prospettive di carriera? Possibile che quel ragazzo si sposi quest'estate? Che sia lo stesso che ha sottoscritto da poco un mutuo ventennale? 

Non so se chiamare questa parabola maturità sia solo un modo per sentirmi meglio...di certo non mi toglie l'amaro sapore di rimpianto che leggere quelle pagine mi ha lasciato.

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giovedì, maggio 04

NO NEWS GOOD NEWS...

Reporters sans frontieres ha pubblicato qui la classifica mondiale per la libertà di stampa.

La buona notizia è che grazie all'allargamento della Comunità Europea non siamo più all'ultimo posto nell'Europa Unita ma precediamo (di poco) nazioni dalla consolidata tradizione democratica come la Bulgaria, la Croazia e la Polonia...

Per la cronaca gli Stati Uniti, modello di democrazia da esportazione, sono addirittura dietro di noi...

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giovedì, aprile 27

DIGRESSIONE SPORTIVA/2

Alla faccia dello sport, la Juventus ha avuto il coraggio di presentare ricorso contro la squalifica di Camoranesi.

Veramente senza vergogna...mentre scrivo peraltro Mudingayi, giocatore della Lazio, si sta godendo la sua tibia fratturata da un intervento da codice penale da parte di Cannavaro, che non è stato neppure ammonito. (A questo punto mi sembra superfluo completare il punto 4 del post Digressione sportiva...).

Non so chi debba ringraziare ma grazie di cuore per offrirmi ogni settimana un motivo per allontanarmi dallo sport che ho amato e praticato fin da piccolo. Il calcio italiano mi fa vomitare, non chiediamoci com'è che non vinciamo mai all'estero, dove i nostri maneggi non arrivano (solo per i parziali in due gare con l'Arsenal la Juventus ha avuto lo stesso numero di espulsi che ha avuto in 30 giornate di serie A...).

Ovviamente non è solo un post antibianconero: grazie anche a Parma e Lazio che giocano in A con un passivo di bilancio pari al PIL della Grecia, grazie per il decreto spalma IRPEF, che è risultato valido solo per la Lazio, prima che la Corte dei Conti lo seppellisse con una risata, grazie alla distribuzione dei diritti televisivi, grazie a Preziosi che compra le partite...

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giovedì, aprile 27

INFORMAZIONE...

La chiave di una democrazia, e di ogni altra forma di libertà di pensiero e azione, risiede in un informazione libera e indipendente. Purtroppo questo non è sempre vero, visto la soffocante simbiosi tra potere politico e (soprattutto) economico e mondo dell'editoria. Tutti voi avrete letto i giornali o visto un telegiornale in questi giorni...secondo voi quanto spazio merita una notizia come quella che segue, che purtroppo è passata in secondo piano (quando è passata...) visto che ha avuto la malasorte di essere concomitante alla telefonata della Falchi a Ricucci, alle code da rientro (toh! chi se le aspettava?) e i primi bagni dovuti alle alte temperature...

Indagini di anestesisti e giornali specializzati: il 50% dei decessi si poteva evitare. Si punta a un Osservatorio rischi

ROMA - Un dato e un convegno che fanno già discutere. Gli errori in medicina causano più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. Si stima che siano 90 i morti al giorno in Italia per sbagli commessi dai medici, scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste in sala operatoria. I dati sono piuttosto vari, oscillano fra i 14 mila (secondo l'Associazione degli anestesisti) e i 50 mila decessi (secondo Assinform, editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo della sanità) ogni anno solo nel nostro Paese: il 50% si sarebbe potuto evitare. E 320 mila persone subiscono un danno, con un costo pari all'1% del Pil, ben dieci miliardi di euro l'anno. Su questo bollettino pesante si confronteranno esperti, medici, rappresentanti di istituzioni e pazienti durante la prima Consensus Conference sul Risk Management in sanitá, il 23 settembre nella sede della Guardia di Finanza di Ostia a Roma. Obiettivo, costituire l'Osservatorio sui rischi sanitari e il database nazionale degli errori medici, ancora assenti in Italia.

L'INDAGINE - «Gli interventi di contenimento del rischi in sanitá - afferma Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute, durante la presentazione dell'iniziativa - devono interessare tutte le aree in cui l'errore si può manifestare durante il percorso clinico di diagnosi, cura e assistenza al paziente». Un primo rapporto sugli sbagli in ospedale è stato realizzato dalla Commissione tecnica sul rischio clinico, istituita dal ministero della Salute. Il maggior numero di errori si commette in sala operatoria (32%), nei reparti di degenza (28%), nel dipartimento d' urgenza (22%) e in ambulatorio (18%). Le quattro specializzazioni più a rischio sono ortopedia e traumatologia (16,5%), oncologia (13%), ostetricia e ginecologia (10,8%) e chirurgia generale (10,6%).
Inoltre le cause pendenti nei confronti dei medici per presunti errori sono fra le 15 mila e le 12 mila l'anno, anche se si stima che i 2/3 dei sanitari vengano alla fine assolti. La richiesta di risarcimento danni (secondo i dati Ania, l'associazione che rappresenta le imprese assicuratrici) ammonta a 2,4 miliardi di euro l'anno.

 

Radio alle 09:25 in:
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giovedì, aprile 20

DIGRESSIONE SPORTIVA

È interessante notare come la beneamata Juventus non domini solo la classifica dei punti in campionato, ma anche e soprattutto, ben 9 volte negli ultimi 10 anni, il rapporto falli fatti/ ammonizioni.

Questo significa che il numero di falli che occorrono per vedere un cartellino giallo sventolato sotto il naso di un suo giocatore è il più alto in assoluto, occorrono infatti “solo” 13,79 fatti per un giallo.

Cerchiamo, senza fare i soliti italiani che pensano subito alla malafede, delle spiegazioni razionali:

 

1) I colori bianco e nero stimolano indulgenza da parte dell’arbitro. 

 

Ipotesi che naufraga visto il rapporto falli fatti ammonizioni di altre squadre bianconere: Ascoli 8,63 – Siena 7,54 – Udinese 7.99…

 

2) Essendo la Juventus una squadra fondamentalmente corretta e poco fallosa, gli arbitri tendono a perdonare le poche infrazioni commesse.

 

Vediamo… classifica falli…uh…strano…la Juventus risulta prima con 800…la seconda, il Treviso, segue alla distanza siderale di 745…

 

3) Coincidenze.

 

Per 9 anni su 10? Concedetemi una sommessa risatina...

 

4)…

 

Fatevi avanti, non mi resta che pensare male…

 

 

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venerdì, aprile 14

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE

Oggi, sarà la temperatura, sarà il clima pasquale ma voglio allontarmi dalle pesanti riflessioni socio politiche di questi giorni...

Pensavo che in fondo dove vivo, con chi dove lavoro e gran parte della mia vita attuale sono determinate dal fatto che una sera a una festa di quasi tre anni fa:

- non ero già sbronzo alle ore 21;

- non ho rinunciato alla festa nonostante un appuntamento in camera di commercio all'alba del giorno dopo;

- mi sono messo a fare il servizio di ingresso alla festa.

Ti dà un senso di strana leggerezza pensare che gran parte di quello che hai deriva dal fatto che una volta tanto hai deciso di restare sobrio...(o meglio, di non tornare a casa sui gomiti...sobrio è una parola grossa...)

 

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mercoledì, aprile 12

SE SON ROSE FIORIRANNO...

Tra le varie attività che animano la mia giornata lavorativa (resa ancor più lieta dal fatto che è regolata da un allegro contratto a progetto...) vi è l'attività di orientantore per virgulti ancora indecisi nella scelta di cosa fare dopo il diploma.

Passare un pò di tempo tra i giovani virgulti è un'attività che classificherei a un livello, a seconda delle giornate più o meno propizie, oscillante tra il deprimente e lo sconfortante. Svolgo questa attività a Sant'Angelo Lodigiano, classico paesotto ricco e finora benestante (mi è difficile aggiungere benpensante, visto che solo alla Camera Forza Italia si è incamerata il 37,5% delle preferenze alle ultime politiche...) presso un istitito tecnico con vari indirizzi formativi, con i ragazzi delle classi quinte.

Dopo circa due mesi di attività posso fare una serie di considerazioni:

- questi ragazzi abitano a 30 km da Milano, 10 da Lodi, 25 da Pavia e 100000000000000 dalla realtà;

- nessuno ha un'idea nemmeno vaga di cosa potrà farsene del suo diploma;

- nessuno legge un quotidiano o un libro (al di fuori di quelli comandati dalla prof di italiano). L'unico contatto con la realtà è la TV (per cui non era affatto importante che tutte le emittanti fossero nelle mani della stessa persona...noooooo...);

- 2 su 10 hanno un computer, il livello del loro inglese è quantomeno maccheronico (ma quali erano le tre I di un vecchio manifesto elettorale? Ricordo Internet e Inglese di per certo ma la terza mi sfugge...)

Premetto che alla loro età il problema della libertà di stampa non era certo in cima ai miei pensieri, ma pur avendo frequentato un miserabile diploma di ragioneria, non producevo, nè lo facevano i miei compagni, certo perle come queste:

"...voglio proseguire gli studi e conseguire l'aurea..."

"...un contratto a tempo indeterminato significa che non è determinato dove lavori..." (Ecco perché è cosi ambito...chi non sogna una vita nomade?)

"...una multinazionale è un'azienda dove lavorano persone di più nazioni..." (Le pizzerie per questo sono le mutinazionali più presenti in Italia...)

"...se mi piace il modellismo? in che senso? I modelli come Costantino?..."

"...un aggettivo che mi descriva? Direi pauroso, perché quando vedo i carabinieri ho paura che mi fermano..." (Come mai? Sarà un'eccessiva interiorizzazione del Super Io paterno?)

"...il lavoro dei miei sogni? Il call center così parlo con il mio ragazzo tutto il giorno..."

Mi fermo qui, non voglio sparare sulla Croce Rossa. La cosa peggiore è la feroce ingenuità di questi ragazzi. Credono di uscire e trovare aperte le porte del mondo del lavoro (caso mai il problema del lavoro saltuariamente li sfiorasse), credono che l'importante sia aver la raccomandazione giusta (e finalmente una cosa sensata...), credono di poter diventare imprenditori o direttori non facendo sostanzialmente nulla. E ancor peggio è pensare che ci sono genitori e scuole che hanno permesso il germogliare cotanto acume.

Io sono sempre stato una persona orientata politicamente a destra, ma a quest'ultime elezioni ho accantonato questa stanca e inutile ideologia per raggiungere un obiettivo più importante: difendere la mia libertà, difendere la mia dignità, difendere la mia intelligenza offesa da 5 anni di insulti, di leggi ad personam, di inciuci alla luce del sole, di promesse non mantenute, di distorsione della realtà.

Pensavo che tutto questo fosse troppo palese, troppo evidente, troppo beffardo perché l'autore di tutto questo non si meritasse un sonoro calcio nel culo elettorale da parte del popolo italiano. Mi ha stupito molto constatare invece che non è successo niente di tutto questo. Ma stamattina, svolgendola mia attività di orientatore, vedendo questi ragazzi, pensando ai lori genitori, vedendo i loro insegnanti, ho smesso di meravigliarmi e mi sono detto che in fondo ognuno ha quel che si merita.

Fine dello sfogo.

Radio alle 19:28 in:
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